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Paragrafo 3 . Dal 1920 al 1923:  l'instabilit politica e il  collasso

economico.

     
Il  nuovo  stato  tedesco poggiava su basi alquanto  fragili:  solo  i
socialisti   maggioritari   e   i  partiti   di   centro   sostenevano
l'ordinamento   repubblicano,  mentre  la   gi   critica   situazione
economica, aggravata dalle pesanti condizioni di pace, faceva crescere
il  disagio e il malcontento, dando vigore alle opposizioni e  aprendo
spazi alla violenza delle forze estremistiche. Nel giugno del 1920  le
elezioni   per   il  primo  Reichstag  indebolirono  i  socialisti   e
rafforzarono  la destra e la sinistra estreme, rendendo  difficile  la
formazione di una maggioranza stabile.
     In  questo clima di grave tensione politica e di crescente  crisi
economica,  il  governo dovette affrontare la difficile questione  del
pagamento della astronomica cifra di 132 miliardi di marchi oro  quale
riparazione  per  i  danni di guerra, stabilita nell'aprile  del  1921
dalle  potenze vincitrici. La decisione di versare la prima rata  fece
dilagare  la  violenza  politica: le squadre armate  dei  nazionalisti
scatenarono  un'ondata  di  terrorismo contro  socialisti,  comunisti,
democratici  ed  ebrei.  Nell'agosto del  1921  venne  assassinato  il
ministro delle finanze Matthias Erzberger, firmatario del trattato  di
pace,  e  nel  giugno del 1922 stessa sorte tocc  al  ministro  degli
esteri  Walter  Rathenau, accusato di cedimento  nei  confronti  delle
potenze vincitrici a proposito della questione delle riparazioni.
     
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     Nel  frattempo  la  situazione economica stava diventando  sempre
pi  critica, con un'inflazione che erodeva in modo assai  pesante  le
capacit   d'acquisto   degli  operai  e  delle   classi   medie.   In
considerazione  di  ci  il  governo  tedesco  chiese   alle   potenze
vincitrici  una  dilazione  del  pagamento  della  seconda  rata.   La
richiesta non venne accettata, anzi nel gennaio del 1923 truppe franco-
belghe  occuparono  il  bacino minerario della  Ruhr,  assumendone  il
controllo e appropriandosi delle risorse di quel territorio vitale per
l'economia  tedesca,  in  quanto fornitore del  73%  della  produzione
nazionale  di  carbone, dell'83% di quella di acciaio  e  dell'84%  di
quella di coke.
     Il  governo tedesco reag proclamando la resistenza passiva;  gli
operai,  oltre  a  rifiutare ogni collaborazione  con  gli  occupanti,
attuarono  anche  scioperi e sabotaggi. Per  acquisire  le  necessarie
risorse  finanziarie, il governo non introdusse imposte  straordinarie
n os colpire le grandi ricchezze, ma continu a stampare moneta. Con
una  circolazione monetaria enormemente gonfiata, in presenza  di  una
produzione  praticamente  paralizzata,  l'inflazione  raggiunse  punte
paradossali: se all'inizio dell'occupazione, nel gennaio del 1923,  ci
volevano 50.000 marchi per un dollaro, a novembre erano necessari  ben
4 miliardi e 200 milioni.
     Tutto  ci  ebbe  conseguenze disastrose  per  gran  parte  della
popolazione.  Operai,  impiegati, pensionati e tutte  le  categorie  a
reddito  fisso vedevano diminuire ogni giorno il valore dei  salari  e
delle  pensioni;  i  risparmi della piccola e  media  borghesia  erano
completamente vanificati; i piccoli imprenditori andavano  in  rovina.
Le  uniche  categorie  avvantaggiate dall'inflazione  erano  la  ricca
borghesia   imprenditoriale  e  finanziaria  e  i  grandi  proprietari
terrieri,  nelle cui mani si concentr ulteriormente  la  ricchezza  e
l'attivit produttiva.
